L’assistente regionale Padre Giancarlo Pinna in visita alla fraternità OFS di Sassari
Monastero Sacra Famiglia delle suore cappuccine di Sassari
Lunedì 8 maggio 2006
Lunedì 8 maggio, la fraternità di San Francesco d’Assisi, si è raccolta in un vitale incontro di verifica e confronto con l’assistente regionale Padre Giancarlo. Gli impegni del cammino verso l’unità della secolarità francescana della Sardegna, avevano procrastinato per diversi mesi questa visita, ma, in prossimità delle elezioni capitolari del primo Consiglio unitario regionale, è stato un provvidenziale ritiro spirituale di riflessione sulla nostra appartenenza. Tale è stato infatti il tema affrontato, con l’usuale competenza e fraterna condivisione, dal nostro assistente regionale.
La reale appartenenza alla famiglia francescana è il cammino di santità, a cui certamente tutti i cristiani sono chiamati, in un contesto di fratelli e sorelle che devono testimoniare in terra , fra gli uomini, “un lembo di paradiso”, devono testimoniare che il Regno di Dio è “qui” ed “ora” . Mille sono i motivi scatenanti la nostra singolare e individuale chiamata, ma uno è l’obiettivo finale: essere esempio di Chiesa feconda che “porta molto frutto”. La vitalità e la forza di questo lievito è nella responsabilità cosciente di ogni singolo membro, che forte di una consacrazione a Gesù, nella professione di fede, spinge se stesso oltre i limiti della propria umanità, per vivere una santità che fonda le sue radici nella fratellanza, come ci ha insegnato il serafico padre Francesco. La fisicità di un’appartenenza è importante quanto la sua spiritualità e a volte non abbiamo il coraggio di fare, nonostante la chiamata, scelte decise e rivoluzionarie nella nostra vita cercando di rimanere aggrappati ad altre realtà ecclesiali, come probabili via di fuga in caso di difficoltà. È un modo immaturo di vivere la propria vocazione oppure un modo per riconoscere un errore di valutazione nella propria chiamata; la scelta però deve essere inevitabile, proprio per la salute di se stessi e della fraternità, di cui si diventa “scandalo” perché estranei e non fratelli.
Questo non esclude che la stessa fraternità dia mandato, a seconda dei talenti personali, ad alcuni fratelli e sorelle, di attività di servizio, per richiesta del parroco, per necessità della comunità o altro, ma sempre e comunque come ricchezza, non individuale, ma della fraternità nella quale tutto deve ricadere e dalla quale si trae energia vitale, supporto e condivisione di responsabilità.
Quale è il ruolo del francescano nel mondo? “…vai e ripara la mia casa..”. Quale è lo strumento? Il Vangelo. Quale modalità? L’amore, quell’amore unico di Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo, di cui facciamo esperienza: disponibilità all’ascolto, attenzione al fratello, umiltà nel farsi aiutare.
Tutti abbiamo bisogno di tutti, ognuno è responsabile dell’altro, siamo nella fraternità perché è nella fraternità che siamo chiamati alla Salvezza in un cuor solo e un’anima sola…
La ministra Marinella Sacchetti
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